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Devo aver cura di lui


Spesso abbiamo un modo di intendere la responsabilità distorto, crediamo cioè di doverci far carico di altre persone o di situazioni che riguardano altre persone. Il più delle volte questo comportamento nasce dal pensiero errato che gli altri non siano in grado di provvedere a loro stessi o di affrontare le situazioni in cui si trovano. Dunque tendiamo a metterci al loro posto e a pensare ed agire al posto loro. Naturalmente questo meccanismo si attiva soprattutto nei confronti dei nostri cari che, così facendo, iniziano ad essere sempre più di peso e sempre meno in grado di provvedere a loro stessi. Tutto ciò che pensiamo ha un contenuto emozionale che ha effetto sull’oggetto dei nostri pensieri. Se credo e penso che una persona sia incapace di provvedere a se stessa,
anche se non glielo dirò verbalmente, la persona lo percepirà ugualmente. E’ una buona idea di tanto in tanto osservare la qualità delle nostre emozioni e, quando necessario, intervenire per modificare le convinzioni limitanti alla base di queste emozioni.

Carla si sente responsabile dell’infelicità del marito da anni depresso. Il suo pensiero inconscio le ripete silenziosamente che è lei la causa di tutto questo, che avrebbe potuto essere una moglie migliore, che non ha saputo prenderlo, che non si è dedicata abbastanza a lui, ecc. Naturalmente queste credenze non tengono conto del fatto che Carla ha avuto anche lei le sue difficoltà, che a volte anche lei avrebbe avuto bisogno di aiuto e che non l’ha mai trovato: l’inconscio non ha la capacità di valutare le situazioni e si limita a depositare sensi di colpa e di inadeguatezza. Questa situazione non solo non può giovare a Carla, che si sente sempre più impotente ed incapace di aiutarlo, ma tanto meno al marito, che riceverà insieme alle cure della moglie anche i suoi sentimenti di inadeguatezza che certamente non gli saranno d’aiuto nella guarigione.



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