Lui non mi capisce
Uno degli errori più frequenti che commettiamo nel rapporto
di coppia è quello di non esprimere i nostri sentimenti per
paura di essere o apparire deboli agli occhi dell'altro.
Ciò non ci esime però dal pretendere comprensione dal
partner e, quando non ci viene offerto l’aiuto o l’ascolto
che desidereremmo, ci sentiamo soli e pensiamo di non poter
contare su nessuno. La realtà è che l'altra persona può non
capire di che cosa abbiamo veramente bisogno, e questo non
per mancanza di sensibilità, bensì a causa
dell’impenetrabilità dei nostri sentimenti. Il consiglio è
quello di parlare sempre apertamente dei nostri stati
d’animo senza pensare che sia un atto di debolezza:
esprimere le nostre emozioni in modo equilibrato e senza
vergognarcene è quanto di più curativo possiamo fare verso
noi stessi (perché finalmente smetteremo di reprimerle) e
verso gli altri, poiché anche loro sapranno di poter fare
lo stesso con noi. Inoltre se tutti parlassimo apertamente
e con equilibrio dei nostri stati d’animo, senza accusare
altri per i nostri malumori, ci sarebbero meno
incomprensioni e rapporti più profondi e soddisfacenti.
Silvia è molto
comprensiva col marito, gli dà sempre attenzione e aiuto
quando vede che ne ha bisogno, ma il marito non fa
altrettanto con lei e questo la fa soffrire. Alla domanda
perché non parli con suo marito, risponde che “lui ha già
tanti problemi e ho paura di caricarlo anche dei miei”, ma
aggiunge “però lui dovrebbe capirlo da solo quando ho
proprio bisogno!”. Silvia ha la convinzione che chi la ama
la deve capire anche se lei non dice nulla riguardo al suo
disagio, che nessuno la può capire veramente e che quindi
nessuno è capace di amarla davvero, si sente infelice per
questo, ma tutto in silenzio, senza che il marito si
accorga di nulla “tanto parlargli non serve”. Se Silvia
vuole riappropriarsi di una vita affettiva felice deve
cambiare questo suo schema mentale distruttivo, cambiando
in primo luogo le sue convinzioni, quindi i suoi
comportamenti. Fare la vittima silenziosa non è una virtù,
ma un atto autodistruttivo verso se stessi e verso il
proprio rapporto di coppia.