Amore e relazioni

Convinzioni e Credenze

Amore e relazioni:
le convinzioni che ci tengono lontani dalla felicità

L'amore è il territorio dove le nostre contraddizioni si fanno più evidenti. Vogliamo vicinanza e temiamo la vulnerabilità. Desideriamo impegno e fuggiamo dall'impegno. Cerchiamo l'amore — e al tempo stesso lo sabotiamo.

Il paradosso dell'amore

Siamo pieni di convinzioni contraddittorie sull'amore

Crediamo che l'amore ci renda felici — e al tempo stesso che sia la maggior fonte di sofferenza. Temiamo di aprirci all'altro, sapendo però che solo la vicinanza emotiva può farci sentire pienamente appagati. Vogliamo un amore senza freni, ma ci avviciniamo all'altra persona con il freno a mano tirato.

L'amore è davvero il teatro delle nostre contraddizioni più profonde. E finché non le riconosciamo, continuiamo a ripetere gli stessi pattern — le stesse delusioni, gli stessi conflitti, le stesse distanze.

Se desideriamo relazioni appaganti dobbiamo iniziare a dare ciò che vogliamo ottenere. Non possiamo aspettare che sia l'altra persona a fare il primo passo. Se aspettiamo, l'insoddisfazione che serpeggia nella coppia è destinata ad aumentare — e segnerà l'inizio della fine della relazione.

Non possiamo amare nessuno se non siamo prima in grado di amare noi stessi. Se vogliamo relazioni appaganti, dobbiamo ripartire da noi.
Le contraddizioni

Quello che vogliamo e quello che facciamo

Le nostre convinzioni sull'amore sono spesso in aperto conflitto tra loro. Vogliamo una cosa — e facciamo l'opposto. Questo non è irrazionalità: è il segnale che le nostre convinzioni inconsce stanno pilotando le nostre scelte al posto nostro.

Riconoscere le proprie contraddizioni è già un atto di consapevolezza. È il primo passo per smettere di sabotarsi.

Vogliamo che l'altra persona si impegni con noi
— ma abbiamo paura di impegnarci noi per primi
Vogliamo sicurezze
— ma non siamo disposti a darle
Vogliamo vicinanza emotiva
— ma temiamo la vulnerabilità che comporta
Vogliamo la nostra libertà
— ma tendiamo ad essere possessivi con l'altro
Vogliamo essere amati per come siamo
— ma indossiamo una maschera per paura di deludere
Le convinzioni sull'amore

Cosa crediamo — e cosa ci costa credere

Queste sono le convinzioni limitanti più comuni sull'amore. Riconoscerle nella propria vita è già metà del lavoro.

Non merito amore

Crediamo che l'amore vada guadagnato comportandoci bene, mettendo da parte i nostri bisogni, dedicandoci agli altri sempre e comunque. Quando non ci riusciamo, ci sentiamo indegni. Ma l'amore che nutre può essere solo incondizionato — e siamo sempre degni di riceverlo, al di là dei nostri comportamenti.

Sono incapace di amare

Alcune persone temono che il problema stia nella propria incapacità di amare. In realtà, quasi sempre il problema è la paura di essere feriti. Non è incapacità: è protezione. Una protezione che, però, tiene lontano proprio ciò che si desidera di più.

L'amore è sofferenza

È comune chiudersi dopo esperienze dolorose. Ma non possiamo tenere il cuore a riposo a lungo senza che la nostra vita diventi un deserto. Per quanto siamo stati feriti, i tradimenti più grandi sono quelli che infliggiamo a noi stessi — rinunciando alla possibilità di amare di nuovo.

Se amo mi annullo

Crediamo che amare significhi mettere sempre l'altro al primo posto, a scapito di noi stessi. In quest'ottica l'amore è sacrificio. Ma una relazione sana è quella in cui i bisogni di entrambi hanno uguale dignità — non quella in cui uno sparisce per far spazio all'altro.

Nessuno mi può amare come sono

Temiamo che l'altro, conoscendoci davvero, rimanga deluso. Così indossiamo una maschera — e quella maschera impedisce qualsiasi rapporto profondo. Meno permettiamo agli altri di avvicinarsi, più ci sentiamo soli. È un circolo che si autoalimenta.

Devo avere un partner per essere felice

Chi ha questa convinzione si sente incompleto — come se mancasse un pezzo che solo un'altra persona può dare. Ma nessuno può renderci felici se non siamo capaci di esserlo da soli. Dobbiamo imparare a essere mele intere, non metà che cercano l'altra metà.

Le relazioni con gli altri

La qualità delle nostre relazioni rispecchia la qualità del rapporto con noi stessi

Avere relazioni appaganti è alla base del nostro benessere. Ma la qualità delle nostre relazioni non dipende dagli altri — rispecchia la qualità della relazione che abbiamo con noi stessi. E siccome spesso questo rapporto è traballante, abbiamo paura del giudizio altrui.

Una convinzione molto diffusa è che gli altri abbiano il potere di farci sentire inadeguati. Ma è falsa: gli altri possono giudicarci e criticarci, ma non possono farci sentire inadeguati — quel potere è solo nostro.

Esiste una sola via d'uscita: accettare di non piacere a tutti. Quando riusciamo ad accettarlo diventiamo finalmente liberi — liberi di essere ciò che siamo, senza doverci modificare per cercare l'approvazione altrui. Non possiamo essere liberi senza passare per questa strada.

Le convinzioni sugli altri

Cosa crediamo delle persone intorno a noi

Anche le nostre relazioni con amici, colleghi, conoscenti sono guidate da convinzioni spesso inconsce. Eccole.

1

Devo piacere a tutti

Crediamo che per essere accettati dobbiamo compiacere gli altri, conquistare il loro favore. Dire di no diventa difficilissimo. Ben presto ci ritroviamo a vivere la vita degli altri — dimenticando la nostra.

2

Sono inferiore agli altri

Da fuori gli altri sembrano più capaci, più sicuri, più a loro agio. Ci sentiamo "sbagliati" e cerchiamo di mascherare la nostra inadeguatezza — oppure ci ritiriamo e vegetiamo invece di vivere pienamente.

3

Sono incapace di farmi rispettare

Il rispetto che otteniamo è lo specchio di quello che siamo disposti a dare a noi stessi. Chi crede di non riuscire a farsi rispettare, spesso non rispetta ancora se stesso abbastanza. È da lì che si deve partire.

4

Non posso contare su nessuno

Chi vuole apparire forte spesso fa tutto da solo — e poi si lamenta di non ricevere aiuto. La realtà è che non sa chiederlo. Quando ci sentiamo soli in un mondo che non ci sostiene, quasi sempre siamo stati noi i primi a isolarci.

5

Non bisogna fidarsi di nessuno

L'eccessiva diffidenza non è prudenza: è chiusura del cuore. Quando non diamo agli altri la possibilità di avvicinarsi, anche loro si chiudono — e ci appaiono falsi e infidi. Un circolo vizioso che conferma esattamente ciò che temiamo.

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